Mercato previdenziale: il ruolo delle assicurazioni

Quello della previdenza è un tema di massima rilevanza sociale e, in prospettiva, è fondamentale diffondere uno strumento di risparmio come il fondo pensione, in grado di fornire un sostegno economico di lungo periodo alle persone in età post-lavorativa.

Secondo numerose indagini, nel 2019, 2 lavoratori su 3 non avevano ancora un fondo pensione e molti dei sottoscrittori non aveva mai pensato di accantonare nulla.


Ad aggiungersi e ad aggravare questi dati vi è l’impatto economico derivante dalla pandemia da Covid-19 che ha portato con sé una crisi che ha comportato una diminuzione del reddito, della capacità di risparmio e dell’occupazione.


Scegliere di appoggiarsi ad un’assicurazione è sicuramente una carta vincente, soprattutto in questo periodo, per proteggersi dai rischi derivanti da questo inevitabile impatto negativo.

Forti differenze a livello territoriale

Quello della previdenza è un mercato in crescita, ma con un potenziale di sviluppo ancora molto elevato: a fine 2019 il numero di iscritti ai fondi pensione aveva raggiunto quota 8,3 milioni, con una crescita del 4% circa rispetto a fine 2018, ma con circa il 65% di lavoratori occupati che ancora non ha sottoscritto alcuna forma di risparmio previdenziale qualificato.


In particolare, è da notare come l’Italia mostri evidenti differenze tra Nord e Sud.

A fronte di una media nazionale di circa 35%, al Nord il tasso di adesione raggiunge circa il 39%, al Sud scende al 31%.

Queste differenze risultano ancora più evidenti a livello regionale, con tassi di penetrazione che raddoppiano tra la migliore e la peggiore regione.

Queste differenze sono legate a diversi fattori come un approccio culturale più difficoltoso dei lavoratori del Sud alle soluzioni finanziarie, la concentrazione al Nord di grandi imprese e infine la diversa sensibilità istituzionale.

Questa crisi da Covid-19 potrebbe accentuare ulteriormente le differenze, segnando più duramente il tessuto economico e produttivo del Mezzogiorno rispetto al nord Italia.


I giovani tendono a rinviare la scelta

Come abbiamo appena detto, per permettere di raggiungere tassi di crescita più elevati nel mercato sulla previdenza, è fondamentale adottare una nuova cultura del risparmio.

D’altra parte, in un mondo sempre più orientato a tematiche di sostenibilità ambientale e sociale, il mercato della previdenza rappresenta senza dubbio un tassello fondamentale del puzzle che può portare alla costruzione di un sistema economico sostenibile.

La diffidenza riguarda in particolare i lavoratori più giovani, che oltre a essere uno dei segmenti maggiormente colpiti dalla crisi Covid-19, hanno già dimostrato una scarsa percezione del bisogno, essendo molto distante nel tempo.

Infatti, il dato sul tasso di sostituzione netto della pensione pubblica rispetto all'ultima retribuzione, notiamo come in Italia esso raggiunga addirittura il 92% contro il 59% media dei paesi Ocse (dato Oecd ). In futuro sarà lecito attendersi una riduzione del tasso di sostituzione italiano, che tenderà ad allinearsi al livello internazionale, tendenza che potrebbe creare forti criticità nella tenuta del tessuto sociale.


In conclusione, quindi, il rischio è quello di avere intere generazioni che in terza età non saranno in grado di mantenere un tenore di vita adeguato se non sceglieranno di accantonare parte del proprio reddito in ottica previdenziale.