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Generali, obiettivi centrati. Al lavoro sul nuovo piano

Con 12 mesi di anticipo sulla tabella di marcia arriva un buy back da 500 milioni


Per il 2024 il combined ratio è atteso sotto il 96%: sale l’impatto delle catastrofali

Target al 2024 di fatto ormai centrati e in alcuni casi anche superando l’obiettivo, un piano di buy back da 500 milioni e l’M&A appena archiviato che dà le soddisfazioni attese. E così gli occhi sono già puntati sul prossimo piano che arriverà a inizio del 2025 (il board scade con l’approvazione del bilancio 2024) e che, almeno per quel che riguarda la crescita per linee esterne, sposerà la logica di un approccio opportunistico e disciplinato. I passaggi chiave dell’Investor Day Generali tenuto ieri ruotano tutti attorno a questi quattro perni.

Con il ceo del gruppo, Philippe Donnet, che in apertura dei lavori dopo avere garantito che «il gruppo è nella miglior forma di sempre» e che tra gli obiettivi permane quello di diventare «un asset manager globale di primo livello», parlando dal tema centrale del riacquisto di azioni proprie ha voluto rimarcare come questa scelta sia frutto «dell’efficace completamento del piano». Questo complice la forte liquidità generata dal Leone che manterrà, peraltro, il focus sulla “cassa”, non foss’altro perché, comeaggiunto dal ceo, «due dei tre principali obiettivi finanziari sono basati sulla liquidità». In questo contesto, però è già possibile guardare oltre, al punto che, ha annunciato Donnet, la compagnia sta «già lavorando al prossimo piano, che verrà presentato all’inizio» del 2025. Linee di business

che «beneficeranno anche dell’intuizione, dell’esperienza e della passione di Giulio Terzariol, il ceo Insurance», ha concluso il manager, passando la parola al “nuovo arrivato” che si è detto «fermamente convinto che Generali abbia molto da guadagnare applicando un approccio più centralizzato al modo in cui viene gestito il business». E a tal proposito ha messo subito in chiaro la lista delle priorità: «Mantenere l’attenzione sull’eccellenza tecnica nel settore Danni e, sullato vita, promuovere la velocità di adattamento dei prodotti in un ambiente esterno in costante cambiamento; cercare di far crescere la base clienti; promuovere la produttivitàottimizzando i processi e adottando nuove tecnologie; ottimizzare la conversione in cassa dei risultati delle società operative per garantire flussi

sostenibili e crescenti».


Il ceo Donnet: «Il gruppo è nella miglior forma di sempre, diventeremo asset manager globale di primo livello


I numeri


Intanto, però, meritano uno sguardo i numeri del piano al 2024. E a riguardo la cifra chiave è quella relativa al buy back da 500 milioni, che verrà sottoposto al vaglio dell’assemblea ma partirà già quest’anno, quindicon 12 mesi di anticipo, come sottolineato dal cfo Cristiano Borean. Ciò grazie a una performance solida, a una generazione di cassa rotonda, a un Solvency Ratio forte e a un approccio proattivo nella gestione del debito. Condizioni che hanno permesso di ribadire «l’impegno verso gli azionisti» in termini di remunerazione. Il combined ratio? Nel 2024 sarà inferiore al 96% «grazie agli aumenti tariffari e alle misure tecniche implementate nel 2022 e nel 2023 e che continueranno nel 2024». La sensitività ai fattori di mercato del Solvency Ratio di gruppo «si è invece significativamente ridotta». Di conseguenza, il Risk Appetite Framework di gruppo è stato rivisto abbassando il livello superiore dell’intervallo target da 240% a 230%. Il gruppo beneficia inoltre «della introduzione dei nuovi principi contabili, con il business Vita che mostra, una crescita costante, con un andamento maggiormente prevedibile».

Ciò mentre «il business puro rischio e malattia ha contribuito in maniera significativa alla redditività del gruppo, avendo rappresentato, nel 2022, il 22% dei premi complessivi». Da

questa linea di business la società prevede una crescita continua. Nella consapevolezza, però, che la questione catastrofi non sarà marginale. Borean ha infatti ricordato che il 2023 si

chiuderà con un impatto di 1,1 miliardi di euro al netto della riassicurazione con un’incidenza sul combined ratio del 3,5% (3,8% nei nove mesi) contro il 2,2% medio. Per il 2024 la guidance è stata fissata al 2,7%.


Il punto sull’M&A


Con l’occasione dell’Investor Day, il Leone ha fatto anche il punto sulle ultime due acquisizioni. A partire da quella di Liberty Seguros, annunciata a giugno 2023, che come spiegato da Jaime Anchustegui, ceo International, «è stata un’opportunità unica». E questo perché ha inciso sul posizionamento del gruppo in aree strategiche e incrementerà la redditività e la capacità competitiva di Generali. Senza contare che si prevede porti entro

il 2029, al netto del capitale in eccesso distribuibile, un contributo positivo al risultato pretasse del gruppo superiore a 250 milioni. Infine l’altra acquisizione, annunciata nel luglio

2023, è quella di Conning che «consentirà al gruppo di implementare la visione strategica nell’Asset Management e di entrare nel mercato Usa». A seguito dell’acquisizione, il gruppo

prevede di raggiungere sinergie comprese tra 70 e 80 milioni entro il quinto anno, ma soprattutto, come affermato da Carlo Trabattoni, ceo Asset and Wealth Management, «una posizione di leadership globale nel settore della gestione patrimoniale, guadagnandoci il riconoscimento di clienti, colleghi ed esperti del settore come gestore patrimoniale di alto livello.


Fonte: Laura Galvagni - Sole24ore.com


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